Tutta un'altra storia/Video

I primi americani

Quando sono stata a Rio de Janeiro mi sono recata alla Biblioteca Nazionale e ho avuto in mano i resoconti dei “banderantes”, gli esploratori avventurieri che al ritorno da una spedizione ai confini con la foresta amazzonica raccontarono di aver trovato una città con templi e piazze di grande bellezza, che poi però nessuno è stato in grado di ritrovare.

Ho fatto cioè come fece il colonnello inglese Percy Harrison Fawcett, e a questo proposito cito lo scritto di un amico, Marco Zagni:

“Il colonnello era addetto alla cartografia nell’esercito britannico; era stato in India e poi era arrivato in Brasile nel 1919, subito dopo la fine della Prima guerra mondiale. Qui aveva potuto vedere le carte, conservate al museo di Rio de Janeiro, che davano il resoconto delle spedizioni dell’epoca dei conquistadores, che parlavano di città perdute dentro la foresta, insomma dell’Eldorado. Dopo molte altre spedizioni precedenti tra il Perù, la Bolivia e soprattutto il Brasile, Fawcett si era convinto che la chiave per comprendere l’origine della civilizzazione precolombiana del Sud America andava cercata nel profondo della foresta amazzonica, cercando la “Città di Zeta” come l’aveva chiamata lui stesso. Questa città rappresentava per lui la città madre di un antichissimo “Impero Amazzonico” esistito nel Nuovo Mondo migliaia di anni fa, forse erede della perduta Atlantide.”

In Brasile, secondo l’archeologia ufficiale, è impossibile che ci sia una storia antica, tanto meno in Amazzonia, dove ora c’è la più grande foresta pluviale del pianeta ma che migliaia di anni or sono, molto probabilmente, aveva una orografia e condizioni climatiche molto diverse: al posto di una selva impenetrabile esisteva una sorta di savana fertile, utile ad insediamenti fissi. Ma stiamo parlando di molti millenni fa, almeno 10.000 anni or sono.

Quindi, se è vero che l’uomo è arrivato in America passando da Bering solo 13.000 anni fa – come si dice ufficialmente – questa civiltà di cui favoleggiava il colonnello Fawcett non potrebbe essere esistita.

Io però ho sentito parlare di una archeologa italo francese, Niéde Guidon, che nonostante l’ostracismo di gran parte dei suoi colleghi archeologi soprattutto americani, ha dimostrato che il popolamento delle Americhe risale almeno a 50.000 anni or sono, grazie ai ritrovamenti di focolai e pietre scolpite avvenuti a Pedra Fugada.
Chissà perché nessuno ne parla e tutti gli scienziati storcono il naso a questa scoperta?
Forse perché davvero pensare l’uomo in America 50.000 anni fa vuole dire riscrivere la storia del popolamento delle americhe?!

Naturalmente non potevo non andare ad incontrare Nilde Guidon, già che ero lì in Brasile!

Il problema è che il viaggio verso il villaggio di San Raimundo Mai Nato – che già dal nome rivela la sua vaghezza – è incredibilmente difficoltoso.
A un certo punto finisce la strada e incomincia una pista piena di buche che fanno sobbalzare il fuoristrada oltre ogni sopportabile limite.
Pensate a me che soffro di cervicalgia!
In ogni caso a San Raimundo-mai-nato ci sono arrivata e una studentessa italiana, Giulia Aimola, mi ha presentata a Nilde Guidon. Grandissima donna! Ha organizzato in quel Paese fuori dal mondo un museo all’avanguardia e un percorso protetto e percorribile, sotto la falesia in cui sono state trovate le presenze umane di 50.000 anni fa e le incredibili pitture rupestri degli insediamenti umani di 10.000 anni fa.
Per proteggere i ritrovamenti, che si trovano in un posto splendido ed estremamente panoramico oltre che antico, la dottoressa Guidon ha organizzato molte donne, che sono diventate guardie del parco, produttrici di ceramiche bellissime, studiose e gestrici del museo. Una vera società matriarcale di amazzoni!

E le amazzoni guarda caso danno il nome al Rio delle Amazzoni, perché quando gli esploratori spagnoli arrivano in questa zona vengono assaliti da un guerriero a cavallo poco vestito, stupendamente armato coi capelli lunghi e con…il seno! Era una donna amazzone indios. Una regina amazzone come qui ce ne sono state tante in passato. Il colonnello Fawcett aveva quindi ragione a tuffarsi nel profondo dell’inferno verde amazzonico sulle tracce della città di Zeta.

Comunque, vi racconto di più nel filmato… seguitemi!

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